Ernia Discale Cervicale

L’ernia del disco cervicale e’ una patologia benigna dovuta alla migrazione di materiale discale verso il canale spinale o forami di coniugazione che determina una compressione del midollo spinale o delle radici nervose. Si ha una maggior incidenza nell’eta’ compresa tra i 35 ed i 65 anni. L’ernia discale cervicale puo’ manifestarsi spontaneamente o dopo un trauma del rachide cervicale come ad esempio da un incidente della strada con colpo di frusta.

 

Clinicamente si presenta con dolore al rachide cervicale (cervicalgia) e dolore irradiato agli arti superiori (brachialgia). Il paziente puo’ lamentare anche disturbi di forza e riduzione del trofismo muscolare. In casi rari in cui l’ernia discale determina compressione del midollo spinale si possono avere anche problemi agli arti inferiori con pesantezza e difficolta’ della deambulazione e addirittura disturbi vescicali.

 

Trattamento Conservativo e Diagnosi

Nei pazienti con la sola sintomatologia dolorosa senza deficit neurologici il trattamento iniziale consiste in terapie conservative con farmaci antinfiammatori, corticosteroidei, integratori alimentari (vit B o nicetile) trattamenti osteopatici, trazioni e pompagge. In questi pazienti è indicato un accertamento radiologico se il dolore persiste oltre 4-6 settimane. L’esame di prima scelta è la Risonanza Magnetica del rachide cervicale. La Risonanza Magnetica ha diversi vantaggi, in primis non espone il paziente a radiazioni, permette di studiare tutti i livelli del rachide cervicale e da delle accurate informazioni circa i rapporti dell’ernia discale con le strutture nervose. Nei pazienti con controindicazione all’esecuzione della RMN (portatori di Pace Maker cardiaci) o con componente osteofitaria l’esecuzione della TAC rachide cervicale e uttile ai fini della programmazione dell’intervento chirurgico.

 

Trattamento Chirurgico

L’intervento chirurgico viene proposto ai pazienti resistenti alle terapie conservative con sintomatologia dolorosa persistente oltre le 6 settimane. Questa è un'indicazione relativa in base alle esigenze del paziente.

Mentre nei pazienti con compressione midollare e deficit neurologici il trattamento chirurgico diviene un trattamento di prima scelta e va eseguito in tempi brevi.

L’intervento chirurgico consiste nell’asportazione del disco intervertebrale e della rispettiva ernia discale e nel posizionamento di un dispositivo tra i corpi vertebrali. L’obbiettivo dell’intervento chirurgico è quello di ottenere una liberazione della radice nervosa e/o del midollo spinale dal materiale erniario e nel favorire la fusione dei due corpi vertebrali.

Decorso Postoperatorio

La degenza media è di una notte dopo aver eseguito l’intervento chirurgico. Il paziente viene dimesso dopo aver eseguito una Radiografia del rachide cervicale a confermare il corretto posizionamento della cage cervicale. A sette giorni dall’intervento chirurgico vengono rimossi i steri strip (non posizioniamo punti esterni) e la ferita puo’ essere, a questo punto, bagnata. Dal giorno della dimissione l’indicazione a domicilio e’ quello di indossare un collare cervicale Philadelphia durante la posizione ortostatica per 30 giorni, mentre nelle ore notturne si puo’ mantenere solo la parte posteriore del collare dormendo senza cuscino. A circa 30 giorni dall’intervento il paziente esegue una radiografia del rachide cervicale ed una successiva visita Neurochirurgica di controllo. In questa visita una volta confermato il correto posizionamento della cage al paziente viene data l’indicazione ad una ripresa graduale di tutte le attivita’ quotidiane.

 

Complicanze nella nostra esperienza

Le complicanze o meglio i fastidi riportati piu’ frequentemente da parte dei pazienti sono i disturbi della deglutizione e meno frequentemente disturbi della fonia. Nella quasi totalita’ dei casi hanno un carattere temporaneo. Ulteriore problematica e la comparsa di ernie discali nei livelli attigui a quelli operati, nella nostra esperienza abbiamo avuto dei pazienti che hanno presentato delle ernie discali nei livelli attigui al livello operato con incidenza inferiore al 5% dei pazienti operati. Raramente si possono avere dei disturbi legati alla lesione del sistema simpatico (Miosi e ptosi palpebrale), un caso nella nostra esperienza.

Complicanze piu serie quali lesioni delle vie aeree, dell’esofago o delle strutture vascolari sono eccezionali, Grazie al Cielo nessuna di tali complicanze e’ successa nella nostra casistica.

Caso Clinico

Il paziente si presentava alla mia attenzione per una cervico-brachialgia destra resistente alla terapia medica da almeno 45 giorni. La RMN del rachide cervicale in proiezione sagitale e assiale evidenziava un ernia discale cervicale C5-C6 con compressione sul midollo spinale. Il paziente aveva provato la terapia medica (antinfiammatoria e corticosteroidea) con scarso beneficio. Veniva pertanto spiegato e proposto l’intervento chirurgico di microdiscectomia e artrodesi cervicale. Il paziente accettava l’intervento per cui veniva eseguito intervento chirurgico di microdiscectomia e artrodesi cervicale. L’intervento ha avuto un decorso regolare senza complicanze. Il paziente riferiva remissione della sintomatologia algica nell'immediato post operatorio, ha presentato un modesto disturbo disfagico con remissione a circa dieci giorni dall'intervento.

Risonanza Magnetica Nucleare, sequenza T2 sagitale che mostra una discreta ernia discale a livello C5-C6 che determina una compressione del midollo spinale.

Risonanza Magnetica Nucleare, sequenza T2 assiale che conferma l'ernia discale a livello C5-C6 che determina una compressione del midollo spinale.

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